Salute Sette

Intervista a Roberto Burioni: "Tutta la verità sui vaccini"

lunedì 24 settembre 2018

Intervista al medico virologo del San Raffaele, nemico dei "No vax".

“Negli anni ‘60 morivano centinaia di bambini col morbillo, alcuni restavano ciechi o sordi. C’è stata una diffusione di bugie a cui molti hanno creduto, che ha spaventato i genitori. Consiglio di fare anche quelli non obbligatori”. 

Roberto Burioni, virologo del San Raffaele, balzato agli onori delle cronache per la sua coraggiosa campagna contro l’oscurantismo dei ‘No Vax’, è stato il protagonista di un evento culturale a Ortelle (Lecce), accompagnato da Massimo Bray, già Ministro dei Beni Culturali, attuale direttore della Fondazione Treccani e Presidente del salone del libro di Torino. I due hanno affrontato il tema del paesaggio attraverso il rapporto con la bellezza, il primo, e le relazioni con l'ambiente e la salute, il secondo. Ha destato molto interesse l’intervento di Burioni all’interno del ‘Festival del Cittadino’ di Ortelle perché c’è una grande sete di conoscenza soprattutto da parte di chi ha figli piccoli: c’è bisogno di far sentire più forte la voce della scienza nei giorni in cui le fake news dilagano. Il noto virologo è stato uno dei primi ad esprimersi in modo favorevole all’istituzione dell’obbligo di vaccinazione per i bambini che accedono ad asili nido e scuole primarie, perché questo è l’unico modo per difendere il diritto allo studio e alla vita di tutti quei piccoli malati o immunodepressi che il vaccino non lo possono fare. Di recente un bambino che è riuscito a vincere la leucemia non ha potuto frequentare la scuola perché c’erano alcuni bambini che non erano vaccinati e che quindi lo esponevano a un rischio altissimo. A tutti i genitori che vogliono sapere la verità sui vaccini consigliamo di leggere questa lunga intervista che cortesemente ci ha concesso il professor Burioni nell’hotel che lo ospitava, un’ora prima dell’inizio della manifestazione. 

INTERVISTA A ROBERTO BURIONI, NOTO VIROLOGO DEL “SAN RAFFAELE” E DIVULGATORE SCIENTIFICO: IL NEMICO GIURATO DEI NO VAX

Professore, lei è il protagonista di una battaglia per conto della scienza contro il complottismo becero. Dove ha sbagliato la scuola in questi anni, visto che siamo passati dalle madri in piazza per ottenere i vaccini gratuiti alle madri “No Vax”?

“È un meccanismo molto complesso quello che si è verificato, perché i vaccini sono stati vittime del loro stesso successo. Quelle madri che scesero in piazza per ottenere i vaccini gratuiti per i loro figli, lo fecero perché videro morire i figli delle loro amiche di difterite, oppure perché avevano visto l’amico che giocava con il figlio qualche giorno prima finire su una sedia a rotelle a causa della poliomielite. Tutte queste cose per fortuna non le vediamo più e, quindi, la gente si è dimenticata di tutte le malattie che vengono prevenute grazie alle vaccinazioni. Accanto a questo c’è stata una diffusione di bugie a cui molti hanno creduto: falsità che hanno spaventato i genitori. È molto facile spaventare la gente: se in uno stadio qualcuno grida che c’è una bomba, tutti scappano. Anch’io scappo. E poi farli rientrare è difficile. È questo che hanno creato gli antivaccinisti”. 

Terrorismo psicologico...

“Esatto! Hanno detto che c’era una bomba. Noi, comunque, abbiamo sbagliato tutti nel lasciare troppo campo libero a chi raccontava queste bugie e a chi traeva profitto economico da queste bugie, come i medici che raccontavano ai genitori che i figli erano intossicati dai vaccini e potevano depurarli, ovviamente a pagamento”. 

Alcuni attivisti del no al vaccino alle volte sanno essere violenti: non ha paura di queste continue minacce? 

“Sicuramente non mi fanno piacere, però ritengo che sia mio dovere di professore universitario, medico e cittadino di contrastare questa pericolosa deriva. Ognuno deve fare la sua parte...”. 

Perché la fake news sui vaccini che causano autismo sembra inarrestabile? 

“Perché purtroppo la nostra mente è portata a credere a queste bugie. I bambini sviluppano l’autismo in un momento che è successivo alla vaccinazione. Quindi, i genitori in buona fede credono che ci sia un rapporto causa-effetto, mentre non c’è, anche se ci si può confondere e pensarlo. Basta andare a vedere l’incidenza dell’autismo tra vaccinati e non vaccinati e riscontriamo che è identica. Addirittura l’autismo si può diagnosticare con i mezzi moderni molto prima delle vaccinazioni. Quindi è impensabile che siano i vaccini a causare autismo. Però, come tutte le storie false, è dura a morire: è molto facile spaventare ed è molto difficile fare passare la paura. Come diceva Roosevelt: ‘Non dobbiamo avere paura di nulla, se non della paura stessa’. Questo è un caso a cui si applica questa sua frase”. 

Sui vaccini la nostra redazione ha fatto divulgazione scientifica, ma siamo stati sommersi anche da mail del CONDAV - COORDINAMENTO NAZIONALE DANNEGGIATI DA VACCINO, un’Associazione che raggruppa circa 350 persone riconosciute danneggiate da vaccino e le loro famiglie e rappresenta, pertanto, la principale realtà associativa dei danneggiati da vaccino. Ci spiega cosa si rischia realmente con i vaccini e se effettivamente il gioco vale la candela? 

“I vaccini in passato erano molto meno sicuri: abbiamo usato per tanti anni il vaccino contro il vaiolo, che poteva avere effetti collaterali molto gravi. Abbiamo usato fino al 2000 un vaccino contro la poliomielite estremamente efficace, quello a virus attenuato, che in un caso su 700 mila provocava delle paralisi simili alla poliomielite. Oggi, invece, ci sono dei vaccini molto più sicuri, fatti con i farmaci più sicuri che esistano al mondo. Gli effetti collaterali lievi ci sono: un po’ di febbre e un po’ di dolore. Ma gli effetti collaterali gravi sono talmente rari che è difficile calcolarne la frequenza. Ogni anno nascono circa 500 mila bambini in Italia e l’incidenza degli effetti collaterali gravi dei vaccini è di uno su un milione. Ci sono tanti genitori che si convincono che il figlio è stato danneggiato dal vaccino. Io penso che ognuno di questi genitori dovrebbe essere ascoltato da un medico serio per capire bene se è stato il vaccino o è stato qualcos’altro. Non è un tribunale che può decidere questo: è la scienza che deve stabilirlo”.   

È arrivata di recente la prima condanna contro una fake news sugli effetti dei vaccini. Come ha salutato questa sentenza? 

“Ritengo che diffondere notizie false sia molto pericoloso. Se io dicessi che un certo tipo di persone non hanno voglia di lavorare oppure sono dei ladri, farei una cosa molto grave perché porrei la premessa per discriminare quelle persone. Lo stesso vale per i vaccini: diffondere dati inesatti o dire che i vaccini provocano l’autismo significa diffondere bugie che sono pericolose. Io sono contro la censura, ma vorrei un mondo in cui quando qualcuno dice una fesseria tutti lo capissero. Perché oggi non si fuma più al cinema? Perché c’è una legge? Per le multe? No. Perché non sta bene. Non fuma più nessuno e la legge è superata. Non si usa più e basta. Chi fuma dentro a un cinema è un maleducato. Vorrei che accadesse lo stesso cambiamento culturale con le fake news sui vaccini. Chi le dice viene identificato come un babbeo e non viene ascoltato”. 

Il morbillo e tutta una serie di altri problemi da piccoli li mettevamo in conto come malattie da fare, oggi sappiamo che possono essere letali. Ci spiega il perché? 

“Perché non c’era il vaccino. Io che sono nato nel 1962 non avevo il vaccino. Non c’era alternativa, se non quella di contrarlo. Negli anni ‘60 morivano alcune centinaia di bambini di morbillo, che non sono qui a dire: ‘l’avevo messo in conto’. Altri sono rimasti sordi, ciechi o hanno avuto un’encefalite. Sono malattie pericolose. D’altra parte io ho guidato la vespa senza casco perché non era obbligatorio. Quando ho acquistato la prima automobile, non mettevo le cinture perché non erano obbligatorie e non c’erano neanche. Quando ero bambino, non mi trasportavano sul seggiolino: mi trasportavano steso dietro al sedile della Lancia di papà. Questo non significa che si faceva bene: si rischiava moltissimo e ad alcuni andava male. Io mio figlio, oggi, lo porto col seggiolino e le cinture. Se prendo la vespa, metto il casco. Ci siamo evoluti”. 

La legge Lorenzin sugli obblighi vaccinali, secondo lei, andava bene così com’era? I non vaccinati figli di superstiziosi e oscurantisti devono restare a casa per evitare di far ammalare i bambini immunidepressi che il vaccino non possono farlo? 

“Io credo che la legge Lorenzin sia stato un importante passo avanti, ma non va bene (e questo lo dissi anche all’allora ministro!) far entrare un bambino non vaccinato a scuola in cambio di una multa. Non è che se ho dei soldi posso mettere a rischio gli altri sulla strada andando a 200. La legge Lorenzin, secondo me, manca anche per l’obbligatorietà nei confronti dei sanitari, per gli insegnanti e per tutte quelle figure che essendo a contatto con pazienti o bambini dovrebbero vaccinarsi. Però mi dicono che la politica è l’arte del compromesso...Il ministro mi disse: ‘È meglio questa di niente’. Mi rendo conto che grazie a questa legge le coperture stanno crescendo in maniera vertiginosa. La Lorenzin va potenziata, sperando che un giorno diventi inutile, perché in tanti Paesi l’obbligo non ce l’hanno. I genitori vaccinano i figli senza che ci sia alcuna legge che li obblighi”. 

Bellezza, ambiente e salute: sono tre parole interconnesse? 

“Un ambiente sano, un ambiente bello ci fa stare meglio dal punto di vista fisico e mentale. Dobbiamo avere cura del nostro corpo vaccinandoci, alimentandoci correttamente e avendo cura dell’ambiente in cui viviamo: se l’aria non è pulita e l’acqua è inquinata, ci ammaliamo”. 

Esiste un vaccino contro la paura del vaccino? La fede nella scienza ci salverà? 

“Io sono ottimista: la cura è informare, essere convincenti. Non solo dire le cose giuste, ma saperle dire per far capire quanto sia sciocco fare una battaglia contro i vaccini”. 

I vaccini non obbligatori sono convenienti per i bambini? Cosa si rischia, se si rischia qualcosa? 

I vaccini contenuti nel Piano Nazionale Italiano (alcuni non sono obbligatori) sono importantissimi per i bambini perché li proteggono da malattie molto pericolose. Tra i vaccini obbligatori manca quello contro la meningite, che protegge da una malattia molto grave e non c’è quello contro il papilloma virus, che addirittura protegge dal cancro”. 

Cosa voleva dire in quel post sulle donne che ha scatenato tante polemiche? 

“Ho risposto a una ragazza che si è definita brutta. Non le ho dato della brutta: non mi sarei mai permesso. La ragazza mi diceva che non trova l’amore perché brutta. Ma lo diceva lei...Io, sostanzialmente, volevo dirle che la bruttezza non esiste e che la bellezza è sentirsi bene con se stessi e, quindi, io volevo incoraggiarla e farle avere più stima nelle sue capacità dicendo che si può migliorare impegnandosi di più e prendendoci di più cura di noi stessi”.


Gaetano Gorgoni  

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